Borile Motociclette

Borile B 300 CR

Borile Multiuso 125 e 230

Tanto alluminio, fascino vintage, stile deciso. Primo contatto con la B 300 CR, la nuova “creatura” realizzata da Umberto Borile che arriverà nelle concessionarie da novembre a 5.850 euro.

 

Se guardando le foto state pensando che questa moto sia una "solo" una special siete… fuori strada. La nuova Borile B 300 CR è un modello completamente di serie che tutti presto potranno mettere nel proprio garage. La promessa è che arriverà dai concessionari in autunno.

 

 

Alluminio e lega ovunque, color argento naturale spezzato dal nero della sella e del serbatoio, rifinito con filetti dipinti visibilmente a mano. Anche se è ancora un “cantiere aperto”, questa Borile B300 CR, ha un fascino davvero unico.
Sarà perché è opera di Umberto Borile, sarà per il suo look vintage, la B300 CR appaga la vista e conquista appena montati in sella. Piace perché è un manifesto dell’artigianalità della ditta di Vò Euganeo (PD): molti dettagli ricavati dal pieno (come la piastra di sterzo e i mozzi ruota) danno peso a una moto che anche al tatto sprigiona qualità e si guida con grande piacere e facilità.

 

 

La moto da noi guidata è l’esemplare 001 (come riportato sulla piastra di sterzo) con sospensioni non definitive e qualche altro dettaglio da rivedere. Un prototipo molto vicino a quella che sarà la moto in vendita, dunque, ma ancora un prototipo. Umberto Borile precisa che è “una crostata che è stata tolta troppo presto dal forno”. E infatti trasmette qualche vibrazione di troppo al manubrio anche perché è corta di rapporti (anche la corona non è quella prevista). Ma ciò non toglie nulla alla bontà del progetto.

 

 

Serbatoio stretto, posizione di guida comoda, zero protezioni aerodinamiche: alla guidala B300 CR garantisce tanto divertimento. Pesa poco (119,5 kg a secco) e le sue gomme da 17” invitano anche a osare qualcosina in curva. Ma la B300 CR è soprattutto il primo banco di prova per il motore monocilindrico quattro tempi realizzato dalla Zongshen e già utilizzato con soddisfazione da altri costuttori in versione 250. Maggiorato a 300 cc, questo quattro valvole con distribuzione monoalbero, alimentazione a carburatore e cambio a cinque rapporti, colpisce da subito per il sound: corposo e grintoso, con un che di metallico.

 

 

I suoi 27,2 CV sono più che sufficienti a spingere in modo progressivo la moto. In sella alla B 300 CR è il caso di dire che per divertirsi a volte… non serve troppa potenza. E nemmeno troppi soldi: la versione definitiva della B 300 CR infatti sarà in vendita a una cifra assolutamente interessante per una moto di prima classe e costruita con un approccio artigianale.

[fonte articolo: http://www.dueruote.it/notizie/anteprime/borile-b-300-cr-special-di-serie].

 

Supercompatta, superleggera. Essenziale all'ennesima potenza. La Multiuso è la proposta Borile di una moto eccezionalmente versatile.

 

 

Multiuso, come il famoso coltellino svizzero con cui si può fare davvero di tutto. Il nome sembra molto azzeccato per la nuova proposta di Umberto Borile, l’artigiano di Vò Euganeo che fino a oggi ci ha deliziato con le sue produzioni di alto livello. Ma la Multiuso è diversa: è una moto che potremmo definire “da lavoro”, che non nasce con l’obiettivo di pavoneggiarsi al bar ma di servire il “padrone”. Per questo Borile ha deciso di dotarla di optional a dir poco curiosi: al posto delle sospensioni pluriregolabili c’è il gancio di traino per muoversi in campagna; invece del bauletto troviamo il supporto per la motosega e così via, con tante accortezze che piaceranno moltissimo ai boscaioli.

 

 

Logico che la destinazione “rurale” della multiuso sia un’estremizzazione del concetto. E va da sé che probabilmente di Multiuso ne vedremo più in città che in campagna, anche perché grazie alla sua essenzialità e al peso ridottissimo (88 kg in ordine di marcia), alla sella bassa e a un raggio di sterzata degno di un carrello del supermercato (gira in un metro quadrato), la Multiuso sembra proprio essere il mezzo perfetto per sconfiggere il traffico. Non a caso Borile sta pensando anche a una Multiuso equipaggiata da motoambulanza per il pronto intervento medico in città.

Il motore è un monocilindrico 4T da 230 cc, fornito dalla cinese Zongshen: distribuzione ad aste e bilancieri, potenza e coppia massime rispettivamente di 15 cv e 16,5 Nm; i consumi dichiarati si attestano sui 30 km/l nel ciclo extraurbano. Telaio e sovrastrutture sono ovviamente in alluminio, il materiale con cui Borile costruisce tutte le sue moto: il telaio medesimo – che avvolge il motore, elemento portante – fa anche da serbatoio e da cassa filtro, contribuendo a contenere ulteriormente il peso complessivo del veicolo. Anche lo scarico, con due camere di compensazione e catalizzatore, è inserito nella struttura del telaio, mentre un’altra scelta volta a ridurre i pesi è quella della leggera batteria al litio. La forcella Marzocchi con steli di 34 mm di diametro ha le piastre di sterzo in alluminio ricavate dal pieno; al retrotreno la coppia di ammortizzatori è di provenienza Mountain Bike (Down Hill), con elementi regolabili nel precarico della molla e in compressione. I freni Braking specifici per la Multiuso sono a disco: da 220 mm quello anteriore, montato sulla ruota da 21″; da 190 quello posteriore, su ruota da 18″.

A metà strada tra una scrambler e una moto da alpinismo, la Multiuso è l’essenzialità fatta moto. Proposta in due colorazioni, verde militare e sabbia, è disponibile in altrettanti allestimenti: motoalpinismo con pneumatici da trial e rapporti corti; strada con pneumatici dual e rapporti allungati.

 

 

Leggera come nessuna: lo si avverte subito, appena saliti in sella, e non potrebbe essere diversamente. La Multiuso dà l’impressione di poter andare ovunque e senza sforzo, grazie alla snellezza dell’insieme, sottolineata anche dalla larghezza  contenutissima della zona anteriore della sella, al peso da trialista, al motore non potente ma brillante nella risposta al gas. Tutto è così immediato che in pochi minuti comincia un vero e proprio show, che non tralascia le impennate… Abbiamo avuto modo di gustare la Multiuso gomito a gomito con il suo ideatore Umberto Borile, che ha guidato con noi tra le vigne nei dintorni dell’azienda. Ed è stato proprio Borile a illustrarci i segreti di un modello che, grazie al prezzo tutto sommato contenuto, all’indiscutibile originalità, alla cura costruttiva delle parti in alluminio e soprattutto alla facilità di utilizzo, potrebbe (e dovrebbe, secondo noi) trovare spazio anche nel contesto cittadino, dove l’agilità nel traffico è tutto. Agilità, l’abbiamo detto, maanche capacità di carico: la Multiuso, come si apprezza nella gallery fotografica, trasporta senza problemi una cassetta di pregiati vini (locali) veneti, e può essere equipaggiata con due portapacchi laterali e uno anteriore in acciaio, che affiancano i vani ricavati nelle fiancatine. Del motore colpisce l’erogazione pronta, aiutata dalla corretta spaziatura dei cinque rapporti del cambio – corti o allungati a seconda dell’allestimento motoalpinistico o stradale, e dalla trasmissione finale a catena, molto efficiente e diretta.

 

 

L’appuntamento, dunque, è nei punti vendita Borile, dove ci auguriamo di incontrare non soltanto tutti coloro che sfrutteranno la Multiuso in campagna, come moto da lavoro, ma i tanti potenziali clienti cittadini: proprio in città, infatti, questo modello potrebbe guadagnarsi visibilità e apprezzamento, sia per l’indiscutibile originalità sia per il comportamento esemplare nel traffico.

 

Fonte articoli: [http://red-live.it/moto/test/borile-multiuso-la-prova/2/]